La Bottega del Possibile

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IL LAVORO CON I DISABILI I SERVIZI ABITATIVI: LA COMUNITÀ ALLOGGIO UN SOGNO INSOSTENIBILE?

Venerdì 30 Marzo  2012 ore 8,30-17 

in VENETO 

presso

C.C.S. Consorzio Cooperative Sociali – Via Einaudi 62/64 – SACCOLONGO (PD)

PRESENTAZIONE

 

Il sistema delle residenzialità per persone con disabilità ha trovato una propria specifica connotazione nell’ultimo decennio, a seguito della L.104/92 e nella Regione Veneto successivamente all’approvazione della DGR751/2000. La nascita di strutture residenziali quali comunità alloggio, e la definizione della programmazione territoriale dei servizi destinati all’accoglienza di persone con disabilità, hanno portato a pensare alla residenzialità come servizio integrato nella rete territoriale, finalizzato all’accoglienza delle persone con disabilità nelle situazioni in cui non risulta più possibile restare a proprio domicilio.

Le linee sulla “Residenzialità” al punto “F.3” dell’allegato A alla DGR1859 del 2006 che istituisce il piano locale della disabilità, dice: “Il diritto all’integrazione sociale e al superamento dei percorsi di istituzionalizzazione, privilegiando percorsi e processi assistenziali orientati alla riabilitazione e al mantenimento delle autonomie personali, hanno consentito l’affermazione di un nuovo modello di residenzialità rispetto a quello precedente, che era fondato prevalentemente su processi di emarginazione e di esclusione sociale.”

Concetti peraltro perfettamente in linea con i diritti della persona disabile definiti dalla Convenzione Onu e ratificata dal Governo Italiano a dicembre dello scorso anno.

In questi anni, attraverso la storia dei servizi e la partecipazione delle famiglie, si è andato affermando in modo ineludibile un principio di orientamento che ha ormai radicamento e riscontro nella cultura dei servizi alle persone con disabilità: lo sviluppo di un progetto personale legato ai bisogni, alla storia, all’ambiente di appartenenza della persona, la valorizzazione della famiglia e dei legami parentali, l’integrazione nel proprio territorio e comunità.

Le unità di offerta che riguardano i servizi per le persone con disabilità sono ben definite (nei provvedimenti attuativi della LR22/2002) ma la loro capacità di integrazione sembra non funzionare, forse i mandati istituzionali di queste strutture impattano con esigenze organizzative, metodologiche, affettive che si propone di approfondire. Le risorse sono scarse e suscettibili ad usi alternativi per definizione, ma la sostenibilità soprattutto dei servizi residenziali preoccupa i professionisti del settore. Leggere il fenomeno, indagare la problematica dei costi, confrontare alcune buone pratiche, ipotizzare alcuni scenari sono i contenuti su cui lavorerà il gruppo.

In sintesi:

quali sono oggi le condizioni sociali che producono l’allontanamento dalla famiglia e l’inserimento in strutture residenziali, sono le stesse di dieci anni fa o sono cambiate? quali sono le condizioni sociali che favoriscono la sostenibilità dei costi in una rete di servizi residenziali rivolti a persone con disabilità?

 

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