Carta dei Valori

«È pericoloso vivere nel mondo non a causa di chi fa del male, ma a causa di chi guarda e lascia fare».

Albert Einstein

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»

 

Articolo 3 della Costituzione della RepubblicaItaliana

 

“LA BOTTEGA DEL POSSIBILE”

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

 

Nel suo agire si impegna:

 

Ÿ a rendere vivi i principi e i valori della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana, bussola del nostro agire quotidiano;

Ÿ a promuovere lo sviluppo di processi di democrazia partecipativa all’interno di un modello di sussidiarietà non frammentata intesa in senso ampio, con la finalità di superare il dualismo Stato-mercato onde sostenere uno sviluppo economico che ponga al centro la persona, i suoi bisogni e volontà, la sua specificità e unicità, la qualità delle relazioni umane e sociali per una maggiore coesione e inclusione delle persone più fragili;

Ÿ a costruire un nuovo modello di welfare plurale integrato, partecipato, di promozione e prossimità, parte integrante di un nuovo modello di sviluppo locale, un nuovo welfare inteso come infrastruttura sociale necessaria, alla coesione e all’unità del sistema Paese, come al ben-essere delle persone nelle singole comunità, superando l’attuale impronta residuale, assistenziale, di categoria.

 

PRINCIPI BASE PER LA PROPRIA CARTA DEI VALORI

 

Con la premessa che il proprio operare è ispirato ai principi di democrazia e uguaglianza dei diritti, l’Associazione:

 

  1. è impegnata nell’area del “sociale”, inteso in senso vasto, alla luce dei principi degli art. 3 e 118 della Costituzione e della legge istitutiva delle Associazioni di Promozione Sociale (la L.383/2000) e per promuovere la “cultura della domiciliarità” affinchè ne derivi la realizzazione e l’applicazione concreta e reale del “Sistema Domiciliarità”;
  2. è consapevole che la promozione sociale significa soprattutto:

Ÿ  svolgere attività di utilità sociale senza finalità di lucro;

Ÿ  promuovere la cultura della solidarietà, del dono e della cittadinanza attiva;

Ÿ  prevenire, arrivare “prima”, andare “oltre”, nel quadro di alleanze di rete sul territorio per “costruire comunità” consapevoli e solidali;

  1. è cosciente che appare sempre più essenziale l’affermarsi e il radicarsi della sussidiarietà “matura e virtuosa” per realizzare e costruire, con politiche integrate e alleanze di solidarietà, equità, giustizia, fratellanza una società più giusta;
  2. lavora a diretto contatto con i vari soggetti-attori dei territori, partendo dai bisogni delle persone, per monitorare le carenze, per valutare e innovare le risposte, per “rendicontare il territorio” stesso, al fine del progettare e riprogettare maggior salute e ben-essere;
  3. ha come destinatari  innanzitutto gli operatori sociali di base e i “decisori” (tecnici e politici) quali agenti di cambiamento, i cittadini e i propri associati,  al fine di migliorare le  condizioni sociali e di ben-essere, con particolare attenzione alle persone in difficoltà;
  4. opera per promuovere “cittadinanza attiva”, a tutela dei diritti sanciti dalla Costituzione, anche nell’incontro tra generazioni, ponendo in atto “buone prassi” per giungere a consolidare “buone politiche” nel quadro del “Sistema Domiciliarità”;
  5. è riferimento per l’innovazione e la ricerca nella solidarietà a servizio della persona e delle persone a cui i diritti sono negati, avendo come punto di partenza i bisogni ancora senza risposta;
  6. raccoglie dati e individua nella ricerca/azione nuovi indicatori per rendere più trasparente la propria mission e più evidente il risultato positivo del suo operare, per “far star meglio” nel rispetto della domiciliarità di ogni persona, ogni volta che è possibile, elevando la soglia del possibile;
  7. non perde occasioni per promuovere ogni opportunità e programma per “far salute” per le persone all’interno della propria comunità, utilizzando anche creatività e flessibilità nell’individuare “nuovi luoghi e modalità di cura”.

 

Tutto ciò nella coscienza che per tutti, in una società civile, i propri doveri sono i diritti degli altri.

 

Approvata nell’Assemblea dei soci del 16 Aprile  2011