Comunicato speciale

A tutto il mondo, vicino e lontano nel Paese Italia,

 

Questa non è una lettera qualunque.

Parte dal cuore e dalla mente per raggiungere gli amici de “La Bottega del Possibile” Associazione di Promozione Sociale, motivata, impegnata, dedicata alla promozione della cultura della domiciliarità.

 

Vi mandiamo queste riflessioni in prossimità del nostro 19° PUNTO d’ASCOLTO, il nostro momento storico annuale più significativo, che si svolgerà come da programma allegato, il 24 e 25 Maggio 2013.

 

Vi scriviamo per dirvi VENITE ANCHE VOI, saranno momenti magici perché il significato dell’evento sarà quello che vi raccontiamo nelle righe seguenti:

 

il Punto d’Ascolto da sempre è un appuntamento importante per la nostra Associazione poiché è occasione per elaborare pensiero e per riposizionare il nostro fare e il nostro cammino. Quest’anno avrà come tema centrale “Esistiamo nel nostro abitare sociale. Pensare Casa, luogo per custodire e coltivare, luogo dell’anima”. Sarà un confronto “alto” a più voci, date le presenze, sul significato della CASA, sulle possibili forme dell’abitare e sul suo senso. Sarà dedicato al Card. Martini, maestro di cultura della domiciliarità.

Definire cos’è l’abitare e il significato che continua ad assumere la CASA nel tempo delle precarietà, specie di fronte a questa crisi economica e sociale che tormenta il Paese  rimettendo in discussione il sistema dei diritti, è aspetto su cui la nostra Associazione da  tempo sta riflettendo (vedi in tale senso la nostra elaborazione del Manifesto delle Architetture e dei Paesaggi della Domiciliarità).

Il Prof. Petrosino, un relatore che avremo con noi, afferma «l’uomo non può che abitare, dunque esiste abitando», «… si può parlare di abitare, solo se ci sono condizioni di intimità, di accoglienza e di custodia». Un’espressione questa, in forte sintonia con quanto affermava il Prof. Francesco Antonini, fondatore a Firenze della prima cattedra di geriatria in Italia, che fu nostro socio onorario, il quale sosteneva “la casa fa venire voglia di non mettere nel cassetto la voglia di vivere”. La casa, dunque, specie in una fase avanzata della vita, alimenta e nutre ancora un progetto di vita.

La cultura della domiciliarità, il suo pensiero e impianto culturale sviluppato dalla nostra Associazione, è stato centrato sul binomio casa/persona, ma mai circoscritto solo sullo spazio CASA, poiché domiciliarità significa L’Intero e L’Intorno della persona.

L’intorno assume, quindi, un significato pari alla casa, altrimenti non potremmo parlare dell’abitare ma solo di mero domicilio o residenza. Abitare comporta vivere pienamente l’intorno; è l’intorno che ci consente di essere abitanti.

In relazione a quanto sopra, quale significato può assumere l’abitare all’interno di un luogo, spazio, non scelto, non voluto, né desiderato? È azzardato definire la struttura residenziale un “non luogo“? Non essendo più quel luogo di cui ci si è presi cura nel tempo, per farne “il nostro giardino”, con i suoi profumi, colori, luce, sogni?

Il nostro tempo ci costringe a fare i conti con famiglie sempre più corte e fragili, con “legami” familiari più instabili, con crescenti difficoltà a reggere da sole il lavoro di cura. Anziani soli, senza rete famigliare e amicale, presentano anche condizione di cronicità e non autosufficienza, condizioni in cui ormai sono costrette milioni di persone anziane.

Quali forme e politiche dell’abitare immaginiamo noi oggi, in particolare per queste persone che vivono nelle condizioni sottolineate?

Quali forme e modelli possono rendere possibile e sostenibile nel tempo il sostegno alla Domiciliarità?

Il diritto alla domiciliarità, come tradurlo in diritto esigibile oggi, dato il venir meno del nostro sistema di Welfare, specie per quelle persone con ridotta autonomia o non più autosufficienti?

La cultura della domiciliarità è un progetto politico-culturale, che necessità di una Comunità consapevole, solidale e partecipe; richiede politiche sociali intese in senso ampio, ma altresì, il porre la centralità della persona e la promozione della salute in tutte le altre politiche; il suo sostegno vuole essere, quindi, una scelta di civiltà di una società che promuove e sostiene il ben-essere e il ben vivere della persona prima di qualsiasi altro interesse, certo prima del mercato!

Noi stessi abbiamo contribuito, in questi anni, a superare un certo dualismo e contrapposizione tra domiciliarità e residenzialità, avendo anche sperimentato l’utilità della Struttura Residenziale Aperta, come risorsa a sostegno della domiciliarità. Questo solo quando, però, la struttura agisce come un Centro di Servizi, risorsa della Comunità, per migliorare le condizioni e qualità della vita delle persone fragili di quel territorio, sostenendole nella loro casa; tutto questo apre la ricerca su un modello di “Residenzialità Altra”, un modello molto più flessibile e capace di restituire almeno una parte di domiciliarità che oggi è derubata e negata.

PENSARE CASA vuole aprire, dunque, anche all’interno della nostra Associazione, una riflessione sulle politiche nuove dell’abitare, sugli interventi e servizi, sull’Architettura della Domiciliarità, quella sorta di “INFRASTRUTTURA” che abbiamo elaborato, ma che rischia di avere oggi un’impalcatura fragile, data la crisi che si è abbattuta sul nostro sistema di Welfare.

Allora, consapevoli che il nuovo Welfare non potrà essere ciò che è stato finora, dobbiamo saper prefigurare il nuovo, mettendoci alla ricerca e in cammino insieme, con alleanze consapevoli e responsabili.

Venite, quindi, al PUNTO d’ASCOLTO 2013. Sentiamo il bisogno del contributo di tutti/e voi. Non privateci della vostra riflessione, insieme è meglio, insieme la strada sarà meno faticosa.

 

Vi aspettiamo, fatevi sentire al più tardi entro il 16 Maggio, utilizzando il modulo di iscrizione allegato.

Per la partecipazione alle due giornate è richiesto un contributo di 40 euro (buffet del 24 compreso).

Per qualsiasi informazione contattate la segreteria dell’Associazione al numero 0121-953377 o all’indirizzo mail segreteria@bottegadelpossibile.it.

 

Con i migliori saluti.

 

Salvatore Rao  (Vice Presidente)

Mariena Scassellati Sforzolini  (Presidente)