LA BORSA DEGLI ATTREZZI 2014

“Il cammino si fa camminando”, dice il sociologo francese Edgar Morin e… “La Bottega del Possibile” come Associazione di Promozione Sociale da 20 anni lo vuole ascoltare… camminando in avanti con la sua imprenditività e il suo essere “officina” culturale. Tutto ciò per promuovere e consolidare la cultura della Domiciliarità perché il rispetto della Domiciliarità è un diritto che nasce dai primi articoli della nostra Costituzione, la più bella del mondo.

 “La vostra casa è il vostro corpo più grande.

Essa cresce nel sole

e dorme nella quiete della notte;

 ed essa non è priva di sogni”

Kahlil Gibran

 

Tutto ciò perché la CASA fa bene, la CASA cura. La prima casa della persona è la pancia della mamma e per questo, forse, due sono le parole, dice il nostro socio geriatra di Mantova Renato Bottura, che la persona, anche quando ha la “mente smarrita”, non dimentica

mamma e casa.

Anche quest’anno, dunque, con fatica ma con soddisfazione e speranza, proponiamo:

La BORSA degli ATTREZZI 2014

organizzata con una cornice olistica, con un lavoro pensato per filoni, intesi come focus sui quali vogliamo continuare a riflettere, ricercare, confrontarci, elaborare al fine di portare un contributo al sistema dei servizi alla persona affinché sia sempre più adeguato ai bisogni, ma anche ai desideri di “Giovanni e Rosetta”. Una proposta  politica- culturale  ma, allo stesso tempo, formativa per attrezzarci meglio rispetto alle sfide e alle complessità che il tempo, la condizione delle persone, lo stato dei servizi  ci pongono di fronte; ciò al fine di costruire e produrre, insieme a tanti amici della solidarietà e della Domiciliarità, come alleati di alleanze virtuose, nuovi sentieri, nuovi luoghi di cura, modalità di intervento e servizi per prendersi cura delle persone con le loro fragilità.

Vogliamo avvalerci delle esperienze e buone pratiche sperimentate sui diversi territori, come di tutti gli strumenti di sostegno per  chi desidera, continuare a restare a casa sua o, comunque, in una casa. Vorremmo rendere possibile ciò che ad alcuni può anche apparire impossibile.

Cresce la domanda di aiuto verso i servizi, cresce e si espande la povertà, nuovi soggetti e attori promuovono nuovi modelli di welfare: aziendale, 2° welfare, mutualistico, assicurativo. Alle famiglie viene sempre più richiesto di contribuire ai costi dei servizi. Disagio, fragilità e non autosufficienza sono le condizioni in cui vengono a trovarsi milioni di persone. Per molti il “welfare fai da te” è la sola risposta. Al contempo avanza, all’interno del sistema dei servizi sociali, un processo de-professionalizzante, come soluzione per ridurre i costi: interventi e servizi vengono affidati ad operatori senza qualifica, rinunciando a qualità e garanzie.

Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa il nostro Paese, dato il perdurare della crisi economica, che è anche divenuta una crisi etica, valoriale, culturale e sociale, una crisi che rimette in discussione il nostro sistema di welfare. Vogliamo però poter guardare in avanti con il coraggio della speranza, poiché pensiamo che crisi debba  significare non “resa” ma ricerca, sperimentazione di nuove strade e modelli . Siamo pertanto animati dall’utopia per contribuire a promuovere cambiamenti e riforme affinchè il nostro Paese possa, nuovamente, guardare avanti con serenità per assicurare e offrire a tutti condizioni e opportunità per un “Buen Vivir”.

Come Associazione vorremmo riuscire a pensare l’efficace restando in movimento, con la massima energia possibile, per costruire il welfare della prossimità, avvalendoci di ogni risorsa della comunità, senza delegare tutto alle sole forze e risorse del volontariato, avendo scelto da che parte stare, per promuovere qualità della vita, anche attraverso la cultura sociale del rispetto della Domiciliarità che, desideriamo ancora sottolinearlo, significa l’INTERO e l’INTORNO della PERSONA nel suo ABITARE SOCIALE. 

Il nostro PUNTO d’ASCOLTO quest’anno dedicato all’ABITARE LA DOMICILIARITÀ, nelle varie forme e possibilità differenziate, ci darà altri strumenti per continuare ad essere curiosi di Domiciliarità.

A chi legge, osserva, segue, da vicino o da lontano, il nostro percorso, chiediamo pertanto di aiutarci a “cantare la nostra canzone”, di condividere e di approfondire temi, progetti e prospettive, di PASSARE PAROLA.

Noi desideriamo mantenere la fierezza di andare avanti, a volte contro corrente, di andare avanti, con altri, per altro….

“La speranza non è in vendita” dice Luigi Ciotti.

Allora, a presto, in tanti anche nel 2014.

Il Vice Presidente Salvatore Rao e il Presidente Mariena Scassellati Sforzolini


DOMICILIARITÀ: UN’UTOPIA POSSIBILE

Risale ormai a molti anni fa la scelta della Compagnia di san Paolo di inserire una “logica della casa” nelle sue attività sociali. Una scelta che si propone il sostegno al mantenimento di beni primari, essenziali e vitali: casa e lavoro. La vita è migliore se si ha una casa e se vi si può vivere, anche nella sofferenza, anche nella malattia, fino alla fine.

Il sostegno al tema casa continua a confermarsi come una scelta efficace e lungimirante, premiata dai risultati ottenuti dalle molte e consistenti attività, investimenti ed energie messi in campo. Progetti direttamente promossi e accompagnati oppure solo sostenuti, ma sempre iniziative nelle qualila Compagniacrede con fermezza e coerenza. Nel complesso, si tratta di una serie articolata di attività che vanno nella direzione di trovare alternative efficaci alla vecchia logica dell’assistenzialismo per puntare su un più attuale obbiettivo di qualità e sostenibilità a lungo termine, fornendo però anche modelli di inclusione sociale, di reti di prossimità, di “cultura abitativa” e di “empowerment”.

Tra queste iniziative rientra da molti anni anche il sostegno a “La Bottegadel Possibile”, con la quale vi è una grande sintonia di obbiettivi e di modalità di intervento. Non è certo un caso se le parole – chiave alle quali fa riferimento la Compagnia, hanno dei corrispettivi nei temi del programma de La Bottega: nuovo welfare, welfare generativo, cura della domiciliarità….

L’utopia che anima “La Bottegadel Possibile” – come leggiamo nella presentazione per l’attività del 2014 – è di contribuire affinché ognuno “possa continuare a restare a casa propria o, comunque, in una casa” e “assicurare e offrire a tutti condizioni e opportunità per un Buen Vivir”.

Espressioni che, anche per l’uso dell’idioma spagnolo, fanno ricordare Papa Francesco e l’esortazione che, nel dicembre2013, hapronunciato all’Angelus: “Invito tutti a operare perché ogni famiglia possa avere una casa”.

Una esortazione che, se ci fosse bisogno di conferme, suona come il più significativo incoraggiamento a proseguire sulla strada intrapresa a sostegno della domiciliarità: certamente è la strada giusta.

Piero Gastaldo Segretario Generale della Compagnia di San Paolo