Borsa degli Attrezzi 2012

“Dobbiamo augurarci tutti – e noi adulti per primi – di essere analfabeti. Quell’analfabetismo che non ci fa mai sentire arrivati, chiusi in illusorie certezze, ma disponibili allo stupore da cui nasce prepotente il bisogno di capire”

L. Ciotti 2011

Il cammino della nostra Associazione prosegue, sempre più insieme a nuovi amici, attraverso molte alleanze che si rafforzano su un impegno comune, frutto anche di “protocolli d’intesa” formali, al fine di sostenere la domiciliarità delle persone, specie di quelle più fragili e con ridotta autonomia. Tanti, insieme, consapevoli che, per affermare principi e diritti, occorre un sistema di welfare universalistico, non marginale, né caritatevole ma inquadrato nel contesto di equità, giustizia e prossimità. Siamo altresì coscienti, però, che il sistema dei servizi alla persona deve potersi rinnovare, avviando una riforma, non “per fare cassa” ma per renderlo più adeguato ai bisogni. Le preoccupazioni in tale direzione aumentano dati i gravi tagli già realizzati, e altri ancora più pesanti che sono “in agenda”, con la conseguenza certa del forte ridimensionamento dei servizi e degli interventi, che “resterebbero rivolti solo ai più bisognosi”, senza rispetto dei diritti, della dignità della persona e della sua autodeterminazione.

In tale scenario di crisi, crediamo che occorra da parte di tutti mettere in campo un impegno maggiore di rete, con creatività e intelligenza, verso l’innovazione, coinvolgendo il capitale sociale di ogni singola comunità; ciò appare come l’antidoto per non retrocedere ma per continuare a camminare in avanti con fiducia e speranza e, come diceLuigi Ciotti, “La speranza non è in vendita!”.

La nostra “Borsa degli Attrezzi” 2012, frutto di un lavoro collettivo e di un’ ampia partecipazione da parte di soci, esperti e nuovi amici, rappresenta il nostro contributo concreto affinché non si rinunci ad andare avanti, a guardare con fiducia il domani, con l’ ”utopia realizzabile”, rivedendo gli “attrezzi” al fine di individuarne dei nuovi, di consolidare quelli indispensabili, di passare dalle “buone prassi” sperimentali alle “buone politiche”.

I singoli seminari li presentiamo come “Tante Gigantesche Piccole Cose” e percorsi che si rinnovano per una formazione interrogante al fine di incrementare relazioni e legami sociali, coinvolgendo nuovi soggetti e attori sociali. Desideriamo investire su una comunità di operatori sempre più “curiosi culturalmente”, competenti, creativi, motivati, formati, imprenditivi e itineranti sul territorio, come “sensori” dei bisogni della comunità locale, operatori visti come agenti di cambiamento e di sviluppo e non come centri di costo.

È un numero di seminari sempre più sparsi sul territorio della regione e del Paese, per sostare anche in nuovi luoghi come spazi di riflessione, di pensiero, di ricerca, di aggiornamento nel recupero delle esperienze, di confronto sul sapere di altri.

Vogliamo lavorare con interlocutori non solo dell’area del sociale e sanitaria, intesa in senso stretto, ma con chi opera ed è impegnato sulle “altre” politiche, nel contesto di una politica sociale globale, di cui sono parte essenziale anche la politica della casa, dei trasporti, della cura del territorio e dell’ambiente.

Vogliamo procedere nel contesto di un nuovo umanesimo che veda il passaggio dall’individualismo e da un mercato che tende  a mercificare ogni cosa, all’ Economia del NOI.

Il cambiamento è anche nelle nostre mani, noi tutti siamo la “Repubblica” che ha sempre più bisogno anche di amministratori pubblici attenti, sensibili, impegnati realmente a ridurre le differenze, le distanze e separazioni del Paese reale; quindi desideriamo dei pubblici amministratori vicini alle persone e ai cittadini, desiderosi anch’essi di camminare al fianco degli operatori sociali, per ricostruire insieme un nuovo Welfare di prossimità in una Comunità coesa e solidale su un territorio “favorente”.

Nel nostro progetto 2012, dopo due eventi di cornice realizzati in partnership con l’Osservatorio sull’economia civile della Camera di commercio di Torino, abbiamo mantenuto i filoni già previsti lo scorso anno, apportando alcune modeste modifiche e conservando l’attenzione privilegiata alle figure degli operatori di base ma desiderando anche di incontrare, il più possibile, su un piano di pari dignità, tutti coloro che “decidono” a livello politico e tecnico, tutti coloro, di qualunque professionalità e area di attività, che intervengono nel sistema dei servizi.

Desideriamo allargare il giro

offrendo, a chi è impegnato nella fatica della cura, nuovi stimoli, l’esperienza di altri operatori e della prassi sperimentata negli altri territori, ma soprattutto l’apporto del sapere e della professionalità dei nostri relatori, ciò per aiutare gli operatori a comprendere e intervenire meglio rispetto alla complessità delle situazioni, agendo sulla “manutenzione della motivazione”, senza dimenticare temi specifici causa di sofferenza nella quotidianità per la persona e la famiglia, quale, ad esempio, il tema della malattia di Alzheimer, su cui da tempo ci siamo soffermati.

Il Punto d’Ascolto 2012 sarà affiancato da un contorno affascinante

IL FESTIVAL SULLA CULTURA DELLA DOMICILIARITÀ

che avrà per titolo

CASA “LA VITA”

Sarà dunque un insieme di ricerca, di confronto tra esperienze, di stimoli intellettivi eccellenti e altamente qualificati, per aiutarci a individuare proposte concrete, non fermandoci alle denunce sulla crisi economica, etica e politica. Allora, venite con noi per ascoltare e dialogare, per sentire tutti insieme

PROFUMO DI LIBERTÀ e di PROSSIMITÀ

Invitiamo, dunque, i tanti, i “tutti” che condividono le nostre motivazioni a partecipare venire con noi per un’ulteriore ricerca di senso al nostro fare, per costruire, con umiltà ma anche determinazione, un

MONDO di tutti e per tutti

Vi aspettiamo, dunque, e vi salutiamo con

un abbraccio di luce, un abbraccio di “Bottega”

Febbraio 2012,

Presidente – Mariena Scassellati Sforzolini Galetti

Vice Presidente – Salvatore Rao

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