Domiciliarità e Residenzialità, La Struttura Residenziale un’opportunità per garantire il Diritto alla Domiciliarità

Domiciliarità e Residenzialità, a prima vista, possono sembrare termini antitetici, scelte opposte e inconciliabili. Ma, a ben vedere, non è così, anche se per lungo tempo la soluzione residenziale è sembrata l’unica scelta possibile, senza alternative.

A partire dalla fine degli anni ’70 agli inizi degli anni’90 questa scelta ha cominciato a essere messa in discussione e hanno cominciato a fronteggiarsi due visioni sui servizi e sugli interventi da realizzare per le persone anziane bisognose di assistenza.

La prima riteneva che la soluzione più idonea fosse quella di accoglierle in residenze, le case di riposo, appositamente attrezzate e strutturate per dare risposte adeguate ai bisogni delle persone con gravi limitazioni di autonomia, sia funzionali sia mentali.

La seconda opzione, invece, sosteneva che era necessario fare ogni sforzo per consentire a ciascun cittadino di concludere il proprio percorso di vita a casa propria, rimanendo all’interno del proprio tessuto sociale, in costante rapporto con la rete delle relazioni familiari ed amicali.

Come spesso accade, però, quando si passa dalla teoria ai fatti, la gestione concreta dei bisogni degli anziani non autosufficienti ha trovato una sua strada mediana tra due posizioni apparentemente antitetiche.

Il tempo non è passato invano. Oggi l’evoluzione del Sistema Domiciliarità, maturata attraverso lo studio della “complessità” delle situazioni individuali e familiari, comprende a pieno titolo anche la struttura residenziale che si apre al territorio per sostenere a casa la persona che, nonostante la ridotta autonomia, non vuol lasciare la sua casa e le sue cose.

Con questo nuovo volume La Bottega del Possibile e l’ A.n.s.d.i.p.p. offrono alcune tra le più significative esperienze di buone prassi di apertura delle strutture residenziali al territorio.