DVD

 

La CULTURA della DOMICILIARITÀ

un’idea, un obiettivo, un progetto

IL SISTEMA DOMICILIARITÀ

Una serie di video realizzata da «La Bottega del Possibile» per contribuire alla promozione di una cultura della domiciliarità che mette al centro la persona con la sua storia, il suo mondo, le sue relazioni e… la sua domiciliarità:

  • per dare visibilità alla domiciliarità
  • per far vedere con gli occhi e con forti emozioni (che “entrano nel cuore”) la fattibilità del sostegno alla domiciliarità (certo non in tutte le situazioni; ma certo molto più di quanto avvenga ora) e il perché le persone chiedono il rispetto del loro diritto alla domiciliarità
  • per dimostrare cosa si può fare con il sostegno delle risorse della persona, della rete integrata del territorio e della comunità locale, attraverso una “condivisione armoniosa”.I video rappresentano esperienze concrete, esperienze di vita, “buone prassi” che sono utilizzate direttamente dall’Associazione all’interno di attività di formazione, promozione ed accoglienza in sede e altrove in giro per l’Italia; pertanto i video non sono in vendita ma “accompagnano” gli interventi di vario genere svolti dai soci (vedi anche ad esempio le visite guidate di studenti di vario genere).Produzione: TeleEMA Productions di TorinoRegia: Enrico VendittiResponsabili della produzione: Francesco Aglì e Mariena Scassellati Sforzolini Galetti

“BASTA ESSERE IN DUE”

VOLERSI BENE NEL LAVORO DI CURA

durata 11 minuti – 2011  –

Gli OSS (operatori socio sanitari di base) nel loro lavoro di cura, attraverso la relazione nella prossimità con la persona che è al centro della loro attenzione, incontrano anche i corpi con cui entrano in contatto. Spesso è un rapporto con persone sole e sofferenti che hanno corpi con storia, memoria e affettività. Una carezza e un abbraccio come gesti affettuosi sono modi di comunicare che fanno bene, che fanno piacere… per star meglio nella solitudine.

Il video, esempio stupendo di comunicazione positiva, racconta il “volersi bene nel lavoro di cura”. È un elogio stupendo ed un condensato del lavoro di cura.

“QUANDO UNO STA BENE FA BELLA FIGURA”

OVVERO LA BELLEZZA DELLA DOMICILIARITÀ

durata 33 minuti – 2010 –

Il video presenta gli strumenti indispensabili, raffigurati sotto forma di “casetta” che, a seconda dei bisogni e delle risorse delle singole situazioni, sono necessari per mantenere la persona con ridotta autonomia nella sua casa, dove esiste la sua domiciliarità o, se nel luogo originario non è più possibile restare, per essere sostenuti in una “casa altra”, dove ricostruire, comunque, la propria domiciliarità per vivere in “una casa su misura”!!

La “mappa degli strumenti” per il sostegno alla persona e alla famiglia va inquadrata in una logica di rete, in un processo nel tempo di ricerca-azione e di “arricchimento” continuo nel contesto di una politica sociale globale e di innovazione per PREVENIRE-INFORMARE-SOSTENERE, in una sorta di accompagnamento e genitorialità sociale per prendersi cura, per prendere in cura.

La mappa rappresenta una risposta multidisciplinare e multi professionale attraverso una sussidiarietà “virtuosa” nel quadro di un welfare plurale, integrato, di prossimità.

Il video vuol comunicare la bellezza della domiciliarità come l’esigenza di un’architettura per la costruzione del Sistema Domiciliarità.

DOMICILIARITÀ E INTEGRAZIONE.

INSIEME A VOI CONTINUIAMO A VIVERE A CASA NOSTRA.

IL SORRISO DELLA DOMICILIARITÀ

durata 23 minuti – 2009

Pierino e Secondino, due fratelli sordomuti che vivevano in una casa di loro proprietà, in un paese (di collina o di campagna?), isolati, in condizioni di abbandono, senza i servizi igienici in casa, tagliati fuori dal mondo, sono recuperati nella loro dignità di persone e di cittadini attraverso:

– l’assunzione della loro tutela giuridica dal Presidente del Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali delle Valli Grana e Maira di Dronero (CN)

– la ristrutturazione della loro casa grazie all’accoglienza del progetto di recupero sociale e edilizio da parte del giudice tutelare convinto della positività dell’ipotesi ben documentata dal Servizio Sociale – dall’affidamento dei due fratelli ad una coppia proveniente dal Marocco, con due bei bambini, a cui è stato dato gratuitamente l’alloggio ristrutturato al 1° piano della casa.

L’incontro tra generazioni (tra “nonni” e “nipotini”), la presa in carico nel lavoro di cura da persone straniere che a qualcuno “fanno paura”, ha prodotto un recupero di autonomia e dignità sociale eccezionale delle due persone anziane che ora mostrano continuamente il loro “sorriso della domiciliarità”.

È una testimonianza quasi inimmaginabile di integrazione, coesione, recupero di dignità e sicurezza nel sostegno alla domiciliarità e nell’interculturalità, che ha recuperato come risorse persone di diversa cultura e nazionalità, prima escluse e rifiutate dal contesto.

Il video è stato realizzato, su promozione dell’Associazione “La Bottega del Possibile”, dal Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali delle Valli Grana e Maira di Dronero (CN), con la regia amatoriale del nostro socio Silvio Invernelli.

LE AZIONI DELL’OSS (operatore socio sanitario) UNIRE IL FARE CON IL PENSARE. (n° 2 DVD – Prima e Seconda parte) Durata 44 e 35 minuti – 2008 – Realizzato con il contributo della Provincia di Torino. La speranza

LE AZIONI DELL’OSS (operatore socio sanitario) UNIRE IL FARE CON IL PENSARE.

(n° 2 DVD – Prima e Seconda parte)

Durata 44 e 35 minuti – 2008 – Realizzato con il contributo della Provincia di Torino

Clicca qui per vedere questo video.

La speranza è che, attraverso un video, che nelle sue due parti “ti avvolge dentro”, si concretizzi la conoscenza di una figura professionale non di basso livello ma “di base”, cioè dell’operatore che è più vicino, direttamente, in un rapporto di proximitè, alla persona in difficoltà. L’oss deve avere alta professionalità attraverso una relazione di cura che significa anche “mani delicate, senza barriere”. È una professione che va “curata” perché “gli operatori” – dice il nostro socio geriatra Renato Bottura – “sono degli scienziati” in quanto osservano, seguono, propongono. 

– Nella PRIMA parte si può conoscere l’oss impegnato in vari tipi di servizi nell’incontro con diverse età e problemi. 

– La SECONDA parte tratta il tema della malattia di Alzheimer che determina un lavoro professionale di alta qualità nell’incontro con persone che hanno ormai “la mente altrove” e con le famiglie bisognose di sostegno e di cura perché distrutte da una sofferenza che diventa un “calvario”.

Dal video generale che ha significato per necessità una sintesi delle riprese (difficile da accogliere) rispetto alle varie situazioni, sono stati ricavati dei DVD specifici che hanno sviluppato tre particolari riprese relative a:

– un bambino disabile

– una oss africana che riflette sul tempo “non – a servizio” delle persone da seguire nel lavoro di cura

– due situazioni relative ad uno stesso territorio attinenti ad un intervento di ADI (assistenza domiciliare integrata) e ad una situazione di sostegno e recupero di una persona già travolta dall’alcol, ora divenuta sobria, curata anche dall’ortoterapia. Realizzato con un contributo dell’ANCI Piemonte.

LA MUSICA SOFFIO DI VITA UNA MUSICA PER L’INTEGRAZIONE DI CHI… SEMBRA ORMAI “ALTROVE”

durata 24 minuti – 2008

La musica è terapeutica perché contribuisce al benessere e alla migliore qualità della vita di ogni persona. Questo avviene grazie al suo immenso potere emotivo evocando ricordi, emozioni, fasi della crescita, momenti “magici” e decisivi… La terapia non è solo curare per guarire ma anche prendersi cura per far star bene.

La musica aiuta a praticare l’ascolto vero: il silenzio, l’attenzione, le pause… sono una componente essenziale del processo creativo ed educativo. Nella relazione con l’altro si incontrano ulteriori percorsi creativi e le molteplici possibilità di ognuno, anche quando ciò sembra ormai impossibile, perché… “la vita appare andata via”.

Chi utilizza il linguaggio musicale nella vita di relazione può e deve guardare se stesso/a come “agente di cambiamento”. La musica infonde fiducia, rafforza l’autostima e accresce la capacità di raccontarsi, al di là delle esperienze di sofferenza, migliorando davvero la qualità della vita delle persone. Quando si va in pensione ci si può di nuovo “lasciar andare”.

Un sabato pomeriggio al Centro sociale di S.Lazzaro a Pinerolo. Interviste a donne e uomini: passare il tempo, muoversi, allegria, relazioni, innamoramenti…

Poi si invecchia e la musica resta un SOFFIO di VITA:

due strutture residenziali per anziani della Val Pellice: nella prima un gruppo di ospiti quando sente il suono e il canto si coinvolge: chi canta, chi muove solo le labbra, chi sorride, chi batte il tempo con i piedi, chi balla, chi chiede la “sua” canzone…

Nella seconda, la signora Gabriella, gravemente colpita dalla malattia di Alzheimer, quando balla con il marito “torna giovane”, si rianima in modo impensabile.

Guido, uomo affetto da sindrome di Down, stimolato dalla musica prende la sua armonica partecipando, con le sue note stonate, con tutto se stesso, felice e gioioso.

COLTIVARE L’AUTUNNO: la disabilità, la relazione con la naturalità, la domiciliarità

durata 15 minuti – 2007

È la storia di due fratelli anziani, affetti da distrofia muscolare, che vivono soli da 13 anni, entrambi sulla sedia a rotelle; vivono in campagna, in una casa isolata. Essi “si sono” costruiti una serie di attrezzi adeguati in modo da poter coltivare l’orto e raccogliere la frutta, nonostante la loro poca autonomia che hanno saputo conservare. Per le funzioni che non possono più svolgere da soli sono aiutati da un’assistente familiare privata, da un operatore domiciliare del servizio pubblico, da amici e alcuni volontari. Sono sereni, rifiutano il ricovero per vivere appieno la loro domiciliarità. Giovanni e Bartolomeo sono diventati il riferimento vivente per il nostro Progetto O.R.T.O.S., Osservatorio in Rete Telematica dell’Ortoterapia nel Sociale.

LA CASA … CURA, CURA LA CASA

durata 20 minuti – 2005 – Realizzato con il contributo del Comune di Torino.

Il video vuol raccogliere il senso delle attività e dei servizi di sostegno alla domiciliarità, con interventi più o meno “pesanti”…

Si vedono, attraverso interviste e riflessioni, l’assistenza domiciliare e l’affidamento familiare. Si parla del lavoro degli assistenti domiciliari e degli assistenti familiari, dell’assegno di cura, della rete che può aiutare una persona in difficoltà a non abbandonare la casa che “la cura”, dove sta bene.

NON SI PUO’ TOCCARE UN FIORE SENZA DISTURBARE UNA STELLA.

Video n°1 e n°2.

durata 56 e 58 minuti – 2002 e 2003

Realizzati in collaborazione con il C.C.S. di Padova (Consorzio Cooperative Sociali) e con il contributo di Federsanità ANCI Piemonte e Compagnia di San Paolo.

Attraverso due video ripresi in diverse zone del Piemonte e del Veneto, si presenta la rete delle attività e servizi finalizzati alla massima integrazione e promozione di autonomia possibile per le persone disabili anche molto gravi.

La visione integrata dei due video, realizzata con interviste agli operatori, a una persona disabile, a due famiglie, dà un quadro abbastanza completo per sostenere la domiciliarità delle persone diversamente abili e le loro famiglie, cercando tutte le vie pensate per l’oggi, per il domani, per il “dopo di noi”.

Nel primo video si vedono soprattutto il punto di riferimento/informa handicap e i centri diurni.

Il secondo video comunica esperienze di inserimento al lavoro di persone disabili, di una comunità alloggio, di incontro con la famiglia del minore disabile.

A CASA MIA POSSO SOGNARE IL SOLE E AVERE LA LUNA.

Strumenti di domiciliarità.

SCHEDA 1

durata 22 minuti – 1999

Il video ci accompagna, attraverso l’intervista ad operatori di base, in un percorso di riflessione sulla vecchiaia e sulle principali attività e servizi di territorio importanti per sostenere la persona e la famiglia quando l’autosufficienza è ridotta. Si tratta di strumenti concreti, possibili, realizzabili dove la volontà politica e tecnica vuole loro “metter gambe” per sostenere la domiciliarità rispondendo ai bisogni con risposte diversificate, flessibili, integrate.

Il video è stato selezionato (4° su 143) alla rassegna SPAZIO Torio del Torino Film Festival 1999.

A CASA MIA POSSO SOGNARE IL SOLE E AVERE LA LUNA.

Strumenti di domiciliarità.

SCHEDA 2

durata 15 minuti – 1999

La responsabile di una struttura residenziale per anziani dimostra, concretamente e visivamente, quanto possa fare anche la struttura residenziale a servizio della domiciliarità.

La struttura residenziale, che si apre al territorio, può garantire un grande supporto nei progetti di “ritorno a casa” o di mantenimento a casa.

E’ una sfida, una scommessa per il futuro.

A CASA MIA POSSO SOGNARE IL SOLE E AVERE LA LUNA.

Strumenti di domiciliarità.

SCHEDA 3

durata 20 minuti – 1999

UNA «CASA-FAMIGLIA» DELL’ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII . L’ESPERIENZA DI GIONA E MONICA.

Il video illustra la vita all’interno di una CASA-FAMIGLIA dell’Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII”, situata a Fossano (CN). All’interno della CASA-FAMIGLIA si incontrano diverse età e problemi. La CASA-FAMIGLIA è uno strumento di ri-abilitazione e ri-animazione perché «cura con amorosità», garantendo una vita «normale», in una CASA, che spesso offre anche l’incontro tra generazioni.

A CASA MIA POSSO SOGNARE IL SOLE E AVERE LA LUNA.

Strumenti di domiciliarità.

SCHEDA 4

durata 30 minuti –2000

Il video illustra attraverso l’intervista a operatori con diverse professionalità, come si realizza e sostiene il diritto alla domiciliarità con vari strumenti di supporto. Appare la fatica della famiglia e come il vecchio sia la prima risorsa rispetto a sé stesso.

PASSO DOPO PASSO PIETRA SU PIETRA.

Persona, territorio, domiciliarità

durata 18 minuti – 1998

Ritornare in una casa uscendo dall’ ”Istituto”, quando lo si desidera, con il sostegno necessario, anche se ci sono problemi di minor autosufficienza, fa bene; rispetta la domiciliarità della persona. Per questo l’Associazione La Bottega del Possibile ha predisposto il PROGETTO DI RITORNO A CASA, chiamato di fatto «IL PROGETTO RONDINE». Il video ci propone storie reali di riconquistate dimensioni di vita vera, che vengono raccontate con delle interviste ad alcuni diretti interessati. Il video è stato selezionato (9° su 190) alla rassegna SPAZIO Torino del Torino Film Festival 1998.

COME A CASA SOLO A CASA.

Le esperienze del Progetto RONDINE.

durata 22 minuti – 1998

Per garantire il diritto al rispetto della domiciliarità è necessaria anche la cura del territorio in senso stretto e specifico. Il sapere “locale” di chi conosce l’habitat, dimostrato nel video con alcune interviste, può dare indicazioni “di prevenzione e di cura” da utilizzare come esperienza produttrice di vivibilità.

FINCHÈ POSSO MANDARMI LE GAMBE.

Il bisogno di casa, il senso della casa

durata 19 minuti – 1997 – Realizzato con il contributo della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, di Torino

Il video rappresenta efficacemente, dando anche forti emozioni, il bisogno della casa, il senso dellacasa con interviste a cinque anziani. Con il sostegno della volontà della persona (prima risorsa rispetto a sé stessa), con la presenza certa e sicura del servizio di assistenza domiciliare, che diviene un riferimento concreto e costante al bisogno, si possono dare reali garanzie di rispetto della domiciliarità, per cui – come dice Maddalena – “finchè posso mandarmi le gambe, io sto a casa mia!”