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23° PUNTO D’ASCOLTO SULLA DOMICILIARITÀ

L’IMMIGRAZIONE UNA NUOVA SFIDA AL PROGETTO CULTURALE DELLA DOMICILIARITÀ

LA DOMICILIARITÀ AMPUTATA: QUANDO LE PERSONE SONO PRIVATE DEL PROPRIO PAESAGGIO

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22 settembre 08:30 - 17:00
pozzanghera
presso:
Casa del Quartiere San Salvario
Via Oddino Morgari, 14, Torino 10125
+ Google Map:

CODICE EVENTO: 27624
DESTINATARI: tutte le professioni

CODICE EVENTO: 21075
DESTINATARI: Assistenti Sociali

PRESENTAZIONE
Il “Punto d’Ascolto” è da sempre un appuntamento particolare per la nostra Associazione, poiché è l’evento cardine de “La Bottega del Possibile” per riflettere sul suo progetto e sul concetto culturale della Domiciliarità.
Un appuntamento annuale, siamo orami giunti al 23a edizione, voluto per farne occasione speciale di incontro tra i soci della Associazione, per coinvolgere gli operatori del sistema, i gestori dei servizi e i soggetti attivi della comunità; per rielaborare, riposizionare il nostro agire e fare; per valutare il cammino compiuto e i risultati conseguiti all’interno del sistema dei servizi, nonché quanto questo nostro progetto abbia contaminato l’operare e l’agire degli operatori incontrati.
Da tempo il nostro progetto culturale è chiamato a misurarsi con un fenomeno ormai divenuto epocale: L’Immigrazione.
Questo nostro Punto di Ascolto non intende addentrarsi o proporsi come occasione di confronto sulle motivazioni che spingono i migranti ad abbandonare o a separarsi dai propri luoghi e persone care; cosa spinge queste persone a continuare un viaggio nonostante i rischi che li aspettano e di cui hanno piena consapevolezza, cosa li porta ad attraversare il deserto e il mediterraneo; altresì, sulla dicotomia tra migranti forzati, che cercano rifugio da guerre, violenze e persecuzioni, e migranti economici, che scelgono di spostarsi alla ricerca di migliori opportunità; sulle capacità o meno del nostro paese di disporre di un sistema strutturato per garantire un’accoglienza dignitosa e rispettosa delle persone, ma quanto piuttosto questa presenza, nei nostri territori, imponga una riflessione ed eventualmente una rivisitazione del progetto culturale della domiciliarità di cui ci siamo fatti interpreti e di conseguenza alle politiche che possono favorire e riconoscere il diritto alla domiciliarità.
Finora, abbiamo teorizzato che la domiciliarità è un concetto culturale, che non deve essere confuso né con il domicilio né con l’assistenza domiciliare.
La Domiciliarità è un insieme, un insieme che comprende la persona, la sua casa e il suo abitare sociale, legati strettamente l’uno all’altro; l’insieme che rappresenta l’Intero, l’Interno e l’Intorno della persona.
La Domiciliarità essendo un processo dinamico, questa si forma e si trasforma in continuazione, anche per questo riteniamo la domiciliarità un processo sempre in divenire, poiché strettamente legato ad un progetto di vita attiva che necessita di nutrimento continuo.
Con l’appuntamento di quest’anno, pertanto, intendiamo promuovere una riflessione per valutare come anche la traduzione del lemma domiciliarità, che è stata elaborata dalla nostra Presidente onoraria Mariena Scassellati Sforzolini, trovi applicazione e riconoscimento anche per tra i migranti, nel momento in cui questi nostri concittadini sono persone private del proprio paesaggio, privati dei precedenti punti di riferimento, dalle relazioni e legami sociali che avevano in precedenza coltivato e tessuto, persone che si trovano ad essere inseriti in un contesto ambientale, culturale e sociale diverso.
Inoltre, come è ormai risaputo, la nostra elaborazione fa anche perno sulla casa, essendo questo un luogo assai particolare, significativo, una componete essenziale del nostro essere, il luogo in cui la persona si prende cura della vita, il luogo più intimo del proprio abitare, quanto queste espressioni possono trovare riconoscimento, condivisione, applicazione? Ma nel momento in cui dobbiamo confrontarci con Culture diverse, Altre, quanto la casa assume un significato diverso, con una centralità differente, come bene individuale, essendo diversamente vissuta, considerata, interpretata?
Pertanto, intendiamo fare di questo importante appuntamento un evento per poter riaggiornare, rivisitare, riposizionare la nostra elaborazione, il nostro progetto, e per fare questo, abbiamo bisogno di aprire sia un confronto tra di noi, sia un confronto con quanti studiano, osservano, fanno ricerca sul fenomeno, ma soprattutto con quei nostri concittadini che vivono direttamente la condizione di migrante.
Questo 23° Punto d’Ascolto sarà pertanto un’occasione preziosa per continuare a proseguire il nostro cammino e per attrezzarsi meglio rispetto alle sfide e alle complessità del nostro tempo, al fine di indirizzare e impegnare, in relazione alla condizione che vivono anche queste persone, il sistema dei servizi, affinché dia preminenza al sostegno e al riconoscimento del diritto alla domiciliarità.


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    Details

    Date:
    22 settembre
    Time:
    08:30 - 17:00

    Organizzatore

    Associazione La Bottega del Possibile
    Phone:
    0121/953377

    Luogo

    Casa del Quartiere San Salvario
    Via Oddino Morgari, 14, Torino 10125 + Google Map:
    Le iscrizioni online per questo seminario al momento sono chiuse.
    Per avere informazioni è possibile contattare la segreteria telefonicamente o via fax al numero 0121/953377 oppure inviando una mail a segreteria@bottegadelpossibile.it