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Il “nuovo” che avanza nel sistema di risposte dei servizi alla persona prefigura maggiore benessere?

15 maggio 2013
presso:

15 maggio 2013

Mercoledì 15 Maggio 2013 ore 8,30-17

presso

FONDAZIONE PAIDEIA, Via San Francesco D’Assisi, 42/G Torino

 

 

LE MOTIVAZIONI DEL SEMINARIO

Accanto a un welfare sociale pubblico c’è oggi chi propone un secondo welfare, diverso, finanziato da assicurazioni private stipulate dalle famiglie contro i nuovi rischi. Nella contrattazione collettiva, imprese e sindacati, con i fondi di categoria, incoraggiano un rafforzamento di tale modello; in questo progetto il welfare statale sempre più residuale è integrato dall’esterno da risorse proprie di altri soggetti non pubblici.

Quanto sia elemento di riforma, d’innovazione, di maggior tutela e giustizia il “diverso” che avanza è oggi un tema di confronto tra gli esperti e gli studiosi.

Quanto va sperimentandosi, invece, su differenti territori è leva per affermare un sistema di servizi municipale, di comunità finalizzato al prendersi cura delle persone e di coloro che sono a rischio di vulnerabilità; quanto sopra è un tema su cui si è sviluppato nel corso di questi ultimi anni un confronto anche acceso.

Vorremmo pertanto riflettere su tale dibattito al fine di portare un nostro contributo continuando a porci una serie di domande per ricercare, poi, insieme, delle risposte. Tutto ciò perseverando nel ricercare e studiare rispetto alla riforma dei servizi e degli interventi sociali. Tutto ciò al fine di assicurare tutela e assistenza, specie per le persone a rischio di esclusione, fragili o con ridotta autonomia.

Come rendere una comunità di cittadini più coesa, solidale, partecipe e responsabile? Quanto

resterebbe dell’impianto universalistico, che caratterizzava il “welfare state”, sistema rafforzatosi nel secolo scorso, basato su alcuni diritti e tutele, garanzie e pari opportunità assicurati alle persone in difficoltà?

I modelli ora proposti, cui si è accennato all’inizio, che invece si rivolgono a una fascia ristretta e a gruppi sociali specifici, rappresentano un alto rischio di riprodurre diseguaglianze, di estromettere dal sistema ampi strati sociali, tutelando di più i già più tutelati?

L’integrazione tra le diverse politiche sociali, intese in senso lato, migliorerebbe?

Le analisi e le valutazioni sulla sostenibilità finanziaria del cosiddetto “nuovo welfare”, cui si è detto, rischiano di rendere secondaria una riflessione più generale sul welfare pubblico, sulla sua organizzazione, sulla qualità delle sue risposte, sul ruolo delle professioni sociali e degli altri soggetti. Capire con quali modalità si possono integrare e arricchire le risposte provenienti da altre risorse è un confronto tuttora aperto legato al modello di sussidiarietà positiva che, secondo noi, deve affermarsi.

Siamo convinti che si debba proseguire il dibattito per far crescere la spesa pubblica sociale e non, invece che esclusione, diseguaglianza e povertà.

Confrontiamoci insieme partecipando attivamente.

 

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    Date:
    15 maggio 2013