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LE POLITICHE SOCIALI TRA SCARSITÀ DI RISORSE E DOMANDE CRESCENTI RIPENSARE I SERVIZI E LE MISURE, I RUOLI DEI SOGGETTI PUBBLICI E DEL PRIVATO SOCIALE. UNO SGUARDO ALLE NUOVE FORME DI MUTUALITÀ PER UNO SVILUPPO DELLA PARTECIPAZIONE E DELLE RESPONSABILITÀ

borsa_degli_attrezzi LA BORSA DEGLI ATTREZZI
11 aprile 2012
presso:
Gruppo Abele “Fabbrica delle E”
Corso Trapani 91/b, Torino
+ Google Map:

SEMINARIO

11 aprile 2012

Mercoledì 11 Aprile 2012 ore 8,30-17

presso

Gruppo Abele “Fabbrica delle E” Corso Trapani 91/b – TORINO

PRESENTAZIONE

 

Da tempo assistiamo ad un disinvestimento e disattenzione della politica nei confronti del Welfare dei servizi. La riduzione delle risorse è giunta ad un punto tale che, senza un’inversione dell’orientamento finora seguito, si rischia oggi di compromettere definitivamente il sistema che si era costruito nel secolo scorso, un settore che fino a poco tempo fa era già ritenuto sottofinanziato. Si sottolinea che il Fondo nazionale per le politiche sociali è sceso dai 697,6 milioni  di euro del 2008 ai 218 milioni nel 2011. La minaccia del DDL 4566 “Riforma fiscale e assistenziale”,  può rappresentare la fine del sistema di promozione e tutela che abbiamo finora costruito. Inoltre, le diverse manovre che si sono susseguite nel corso del 2011, hanno messo in seria difficoltà i Comuni, costretti a mettere mano ad un sistema sempre più fragile e inadeguato. Fornire risposte commisurate ai reali bisogni delle persone diventa in questa situazione impossibile. Rivisitazione e individuazione delle priorità, dentro un quadro di risorse decrescenti, davanti a una domanda sempre più multiproblematica e crescente, è compito non solo arduo, specie in un  momento in cui la crisi perdura e colpisce un numero maggiore di persone, ma impossibile se continuano ad essere rinviate quelle riforme strutturali necessarie  ad un sistema reale di promozione e protezione sociale.

Sono possibile soluzioni alternative, sostenibili sia sotto il profilo economico che sociale, soluzioni che garantiscano la tenuta del Paese e la sua coesione. E’ necessario un riordino della spesa, ma altresì il reintegro dei fondi che finora sono stati tagliati e la cancellazione della delega di riforma del settore socio-assistenziale. E’ necessario dare avvio ad un processo partecipato di riforma del welfare, con il coinvolgimento di tutti gli attori, non per fare cassa, ma per adeguarlo alla nuova realtà e ai bisogni delle persone che vivono il tempo delle precarietà e della vulnerabilità, il tempo in cui la paura del precipitare in una condizione di non autosufficienza, di povertà ed esclusione è l’angoscia di ampi e nuovi strati sociali. Chi è impegnato “nel sociale” per contrastare il declino e la destrutturazione del welfare, è convinto che una riforma è possibile. È possibile coniugare  la spesa sociale del 2008 e un miglioramento  delle condizioni delle persone , specie quelle più fragili e meno autonome, è ancora quindi il tempo della speranza e dell’impegno.

 

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    Date:
    11 aprile 2012

    Luogo

    Gruppo Abele “Fabbrica delle E”
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