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POVERTÀ ED ESCLUSIONE TOLGONO DIGNITÀ ALLE PERSONE

RENDERE LA POVERTÀ ILLEGALE È DOVERE ED IMPEGNO DI OGNUNO DI NOI: QUALI POLITICHE DI CONTRASTO SONO NECESSARIE ED URGENTI OGGI?

Filone: DIRITTI, BENESSERE, INNOVAZIONE E DOMICILIARITÀ:
AGORÀ PER UN WELFARE PARTECIPATO
16 aprile 2014 08:30 - 17:00
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presso:
ACLI Torino
Via Perrone 5, Torino
+ Google Map:

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16 aprile 2014 08:30 - 17:00

MOTIVAZIONE DEL SEMINARIO:

Nel 2012, anno a cui risalgono gli ultimi dati dell’Istat le famiglie che versavano in una condizione di povertà assoluta erano un milione e 725 mila (il 6,8% delle famiglie residenti) per un totale di oltre 4,8 milioni di persone (l’8% della popolazione). Negli ultimi cinque anni è praticamente raddoppiato il numero delle persone in tale condizione.

Si trova invece a rischio di povertà, o di esclusione sociale, il 29,9% delle persone residenti in Italia, secondo l’indagine “Reddito e condizioni di vita dell’Istat”. Persone che non vivono sotto i ponti e non chiedono l’elemosina, spesso hanno una casa e anche un lavoro, eppure sono poveri; o meglio, per dirla con l’Istat, sono “severamente deprivate” nel senso che non possono affrontare una spesa imprevista di 800 euro, non possono riscaldare adeguatamente l’abitazione, sono in arretrato con le bollette. Il numero fa certamente paura visto che supera anche di ben 5,1 punti la media europea.

La povertà si concentra in particolare in quelle famiglie con un solo genitore, monoreddito, con tre o più figli, con un titolo di studio basso.

L’Italia è l’unico paese dell’Europa a 15, insieme alla Grecia, a non avere una misura nazionale strutturata a sostegno di chi si trova nella suddetta condizione.

Quello della povertà assoluta è uno dei temi fondamentali da cui ripartire per ricostruire una coesione sociale minacciata dagli effetti della grave crisi economica, che continua a perdurare e a causare nuova disoccupazione ed esclusione.

Affrontare la crisi ripartendo dalle persone più in difficoltà, restituendo loro dignità e cittadinanza, è l’aspetto che avremmo voluto fosse subito assunto come priorità da chi porta una responsabilità nelle Istituzioni e da chi governa questo nostro Paese.

Le cifre recuperate dal Ministero dell’Economia nella legge di stabilità che stanzia i fondi per il 2014 sono assai poco confortanti: sostanzialmente resta inalterato il Fondo per le politiche sociali (a quota 317 milioni), dato il troppo piccolo incremento, mentre il Fondo per la non autosufficienza, sotto la pressione delle proteste di piazza attuate da gruppi di disabili gravi,  conferma soltanto una dotazione di 275 milioni, cui se ne aggiungono altri 75 destinati esclusivamente alle disabilità gravi.

Deludente, poi, la vicenda della messa a regime di uno strumento stabile di contrasto alla povertà assoluta: il SIA (Sostegno di Inclusione Attiva). L’unica nota confortante è che, con il decreto “Milleproroghe” del 27 dicembre, si è riusciti a portare ad oltre mezzo miliardo di euro i fondi a disposizione per sperimentare nel prossimo biennio la nuova Social Card. Indubbiamente si tratta di un passo avanti, dato che non c’erano mai stati tanti soldi a disposizione per la lotta alla povertà assoluta; ma non si può parlare certamente però dell’avvio di quella misura strutturale annunciata dal Ministro.   

Diverse sono le proposte presentate nel corso del 2013, sia a livello tecnico che politico. Ma quali analogie e differenze fra i vari progetti? È possibile pensare a iniziative e azioni convergenti? Tra di esse ricordiamo, oltre al già citato SIA, messo a punto dal Governo, grazie ad un gruppo di esperti sul tema, il “Reddito d’inserimento sociale” REIS, presentato dalle ACLI e dalla Caritas, e sostenuto “dall’Alleanza contro la povertà”, organismo che riunisce circa trenta associazioni, organizzazioni sindacali e organizzazioni varie; la proposta di reddito minimo dell’Istituto per la Ricerca Sociale, insieme al CAPP, che si inserisce in un più generale disegno di riforma del welfare. Infine altre proposte politiche quali quelle del Reddito di Cittadinanza, del Movimento 5 stelle e la campagna “Miseria Ladra” del Gruppo Abele. Tutte comunque, nonostante peculiarità e differenze, sono a testimoniare la necessità e l’urgenza di una misura unitaria di contrasto alla povertà in Italia.

La lotta alla povertà rappresenta e concretizza la capacità nostra di uscire dalla attuale condizione di crisi che è anche etica, valoriale e culturale. Occorre, dunque,  rendere illegale la povertà.

Come Associazione di Promozione Sociale proponiamo, pertanto, questo seminario di conoscenza delle varie proposte per valutare, insieme agli Enti Gestori dell’area socio assistenziale, ai soggetti del terzo settore e alle organizzazioni locali, gli impegni e le azioni che possono essere sostenute e avviate nelle varie realtà territoriali affinché venga varato un piano nazionale, integrato con le realtà territoriali e con gli attori locali, con l’introduzione di una misura nazionale strutturata che non si limiti al trasferimento di soli contributi economici.


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    Details

    Date:
    16 aprile 2014
    Time:
    08:30 - 17:00

    Luogo

    ACLI Torino
    Via Perrone 5, Torino + Google Map: