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VOGLIO LA PIZZA CON GLI AMICI, NON LA PIZZATERAPIA!

IL RAPPORTO TRA SALUTE E BENESSERE TRA LE INSIDIE DEGLI ECCESSI DELLA SANITARIZZAZIONE E DELLA MEDICALIZZAZIONE

SEMINARIO DI CORNICE
14 marzo 08:30 - 13:00
quadro di Bruegel
presso:
INFORCOOP
Via Gressoney, 29/b, TORINO
+ Google Map:
N.B. in occasione di questo seminario non è previsto il servizio di ristorazione durante la pausa pranzo. Di conseguenza procedendo all'iscrizione, quando vi verrà richiesta la partecipazione al pranzo, vi chiediamo cortesemente di selezionare l'opzione "NO"

PRESENTAZIONE

Nel corso dei decenni dall’ambito psichiatrico si è mutuato, in particolar modo nei servizi per le persone con disabilità, ma non solo in essi, un approccio ergoterapico che si è esteso a tutti gli ambiti della vita sociale, fino ad investire di un approccio medicalizzante aspetti della vita sociale e naturale degli individui che prima non risentivano di questo condizionamento.
In particolare dall’inizio del nuovo millennio assistiamo ad un accento della sanitarizzazione, sia nei percorsi di accreditamento dei Servizi Educativi, con i requisiti chiesti per le Residenze Sanitarie, che li trasformano da Relazionali ad Assistenziali, sia nei confronti di “momenti della vita degli individui”, quali la gravidanza e l’ingresso nella terza età, che sono quasi diventati automaticamente “passaggi nella presunzione della malattia”.
Ciò comporta l’adozione di protocolli, procedure e scale di valutazione che, pur non essendo strumenti tipici del mondo dei Servizi sociali ed educativi, né della consueta vita di relazione, vi sono stati “trapiantati” condizionandone la cultura relazionale, nonché l’approccio verso le persone coinvolte.
L’effetto della deistituzionalizzazione diventa così paradossalmente l’incremento delle “attività-terapie”, con la conseguente divergenza tra la vita delle persone disabili o temporaneamente in condizione di deficit o anche in una temporanea condizione di trasformazione delle capacità e gli altri, presi a esempio di un complesso di capacità generali viste e presentate come il modello a cui attenersi:
• Se per un nonno in pensione curare l’orto di casa è un piacevole e benefico passatempo per il nipote con sindrome di down la stessa cosa diventa ortoterapia, ma solo a condizione che la faccia con un esperto iscritto ad un albo, altrimenti non viene vista come una possibilità di vita inclusiva, ma come qualcosa di superficiale, un intrattenimento quasi superfluo
• Andare a cavallo per una persona con disabilità è legittimato se diventa ippoterapia, sempre con l’ippoterapeuta accreditato, e non per il piacere dell’equitazione o del rapporto con l’animale
• Qualsiasi amante dell’espressione figurativa si iscrive ad un corso di pittura, disegno, scultura senza che da questo ne derivi che stia facendo arteterapia, come invece accade se parliamo di una persona con disturbi relazionali.
Qual è, allora la differenza tra il Valium e la montagna? Perché questo bisogno di terapizzare e sanitarizzare tutto?
E’ solo per ragioni economiche, visto che la maggior parte delle risorse per i servizi passa attraverso il comparto sanitario?
O risponde ad una mentalità divisiva, implicita nei legislatori e prodotto culturale di un cambiamento del concetto di salute che privilegia l’aspetto di cura, anziché quello di ben-essere, quello di riabilitazione anziché quello di prevenzione, in sostanza legittimando un passaggio dall’aver cura all’avere in cura?
Se l’istituzionalizzazione è infine la creazione di luoghi specialistici diversi da quelli frequentati dalla normale popolazione, se privilegia l’attenzione alle procedure più che alle persone, se significa luoghi dove la burocratizzazione e la rigida applicazione di norme separano la società civile dalle Istituzioni, non stiamo con questo processo di “sani-terapizzazione” promuovendo un ritorno all’istituzionalizzazione?
Proponiamo un momento di riflessione per recuperare il valore della dimensione della vita reale, nelle sue accezioni di piacevolezza e con le sue occasioni di benessere, per privilegiare percorsi di integrazione in processi e contesti ordinari, non protezionisti e che non trasformino in terapia ciò che legittimamente può non esserlo.
D’altra parte il concetto di cura e terapia deve essere ragionevolmente applicato ai percorsi di guarigione da un disturbo, come può essere quello psichiatrico, o da una malattia, mentre non può automaticamente essere trasferito alla gestione di comportamenti sociali derivanti da ritardo cognitivo, che caratterizzano semmai una condizione di vita, da gestire con specifiche attenzioni, ma non sono classificabili come malattia da curare o alla gestione di aspetti della vita che forse trarrebbero giovamento proprio dalla non etichettatura di “trattamenti da fare con approcci prevalentemente sanitari”.


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    Details

    Date:
    14 marzo
    Time:
    08:30 - 13:00

    Organizzatore

    Associazione La Bottega del Possibile
    Phone:
    0121/953377

    Luogo

    INFORCOOP
    Via Gressoney, 29/b, TORINO + Google Map:

    Iscrizione al seminario:

    Seminario 14-03-2018€ 15,00 IVA inclusa
    Il prezzo promozionale di prevendita è valido fino a 20 giorni precedenti alla data del seminario a meno che non sia specificato diversamente nella descrizione. Per usufruire di questa tariffa agevolata è necessario che il pagamento sia effettuato entro e non oltre tale data. Di conseguenza, una volta terminata la promozione, se non fosse ancora stato effettuato il pagamento, sarà necessario corrispondere la tariffa piena.

    Le iscrizioni ai seminari che prevedono il rilascio dei crediti ECM saranno registrate anche sul portale ECM Piemonte dalla segreteria dell'Associazione, passaggio obbligatorio. I dipendenti dell’ASL TO3 dovranno invece seguire la consueta procedura.

    Procedendo all'acquisto del biglietto ti verrà proposta la registrazione al sito per accedere successivamente alla documentazione riservata. Inoltre potrai scegliere il metodo di pagamento che meglio si adatta alle tue esigenze.

    N.B. in occasione di questo seminario non è previsto il servizio di ristorazione durante la pausa pranzo. Di conseguenza procedendo all'iscrizione, quando vi verrà richiesta la partecipazione al pranzo, vi chiediamo cortesemente di selezionare l'opzione "NO"